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I birbantelli fanno bene a ridere.

19 febbraio 2010

Ci risiamo.

Un nuovo scandalo politico/economico/sessuale scuote l’Italia dal suo perenne equilibrio tra curiosa morbosità e sacrosanta indignazione. Il coltello va a far saltare i punti di ferite tutt’altro che rimarginate, ferite collettive, ferite profonde: il sisma che poco meno di un anno fa scosse L’Aquila, l’Abruzzo e con loro tutto il Paese.

Vengono fuori nomi, responsabilità, trame elaborate che si estendono sempre più a catturare poteri e potenti, a destra e sinistra, si insinuano nei Palazzi e nei palazzi, portano con loro uomini orribili che ridono nel cuore di notti di dolore, consegnano nuove figure all’immaginario collettivo, massaggiatrici sinuose che si muovono in centri benessere abusivi costruiti con soldi dello Stato.

Storie di appalti, favori, prestazioni, raccomandazioni incrociate, soldi che si muovono, ricostruzioni e tanto squallore. Branchi di sciacalli si aggirano tra le macerie alla ricerca di affari, in diretto collegamento con il Potere, muovendo soldi per fare soldi, demolendo di nuovo laddove si attende che si inizi a costruire.

Bertolaso dichiara di essere stato ingannato, di non sapere che ci fosse una “cricca di banditi” ad occupare stabilmente il sistema dei Grandi appalti, ma questi banditi sembra conoscerli piuttosto bene, almeno dando un’occhiata alle intercettazioni dei carabinieri emerse in questi giorni. Continua a leggere…

La lotta dei simboli

15 dicembre 2009

Ma siamo sicuri che quella statuetta del duomo fosse diretta verso il presidente del consiglio e non verso Silvio Berlusconi?

E’ una domanda apparentemente tautologica, ma c’è di che ragionare. Perchè Berlusconi rappresenta qualcosa di enorme al di là del proprio ruolo politico. Il folle che lo ha colpito ha agito per odio e rancore nei suoi confronti, non per colpire l’uomo di Stato. L’aggressione era tutta per lui, non per quello che fa, per quello che ha fatto, per criticare il suo operato, ma per colpire la persona e tutto ciò che rappresenta.

Tralasciando le frange estreme, ormai in Italia non si è più di destra o di sinistra, si è a favore o contro Berlusconi. In un manicheismo esasperato, lo si odia o lo si ama. Continua a leggere…

Alta velocità?

12 dicembre 2009

Domenica 13 dicembre Trenitalia inaugurerà ufficialmente l’alta velocità ferroviaria. Effettivamente percorrere i circa 580 km che separano Milano da Roma in 3 ore (pardon! 2 ore e 59 minuti) è impressionante. Significa che la velocità media sarà superiore a 200 km/h. In effetti la sensazione, nelle tratte nelle quali l’alta velocità era già operativa nei mesi scorsi, era quella di essere dentro un proiettile.

Milano e Roma saranno quindi molto più vicine.

E Milano e Torino? Anche tra queste due città è stata completata la tratta ad alta velocità e ora, per percorrere i 140 km che separano Milano da Torino, ci vorrà 1 ora. Praticamente lo stesso tempo che ci vuole da Milano a Bologna, distanti più di 200 km. Il Sole24Ore riporta, in un interessante articolo, i costi della tratta Milano-Torino: 7,8 miliardi di euro da Torino a Novara (più di 60 milioni di euro al km) e 2,9 miliardi di euro da Novara  a Milano (più di 70 milioni al km), totale: 10,7 miliardi di euro. Con un prezzo del biglietto di seconda classe pari a 31 euro (e di prima pari a 32 euro, spero in promozione), significa che solo per rientrare dall’investimento, i Frecciarossa dovranno trasportare 345 milioni di passeggeri, uno più, uno meno. Continua a leggere…

Se Lisbona non basta

23 novembre 2009

In vista dell’imminente entrata in vigore del Trattato di Lisbona l’Unione Europea ha nominato per la prima volta un Presidente unico e un responsabile per la politica estera e di difesa. Le due figure costituiscono la maggior novità introdotta dal Trattato, ma le personalità scelte per gli incarichi hanno sollevato non poche perplessità negli osservatori internazionali

L’articolo è stato pubblicato per intero sul Tamarindo a questo link

Diciamoci la verità: la nomina di Herman Van Rompuy e della baronessa Ashton alle nuove posizioni di vertice dell’Unione Europea rappresentano una bella delusione.

Nelle settimane precedenti alle nomine erano circolati altri nomi, e che nomi. Tony Blair presidente o David Miliband mister Pesc, con l’alternativa Massimo D’Alema pronta a subentrare nel ruolo di ministro degli esteri. Personaggi di alto profilo, ben noti sul piano internazionale, Blair su tutti, e pronti a far partire da subito e con forza le nuove figure di potere previste dal trattato di Lisbona.

E allora cosa è cambiato nel frattempo? Perchè si sono scelti dei (quasi) Signori Nessuno?…

L’articolo prosegue sul Tamarindo a questo link.

Forte coi deboli, debole coi forti

19 novembre 2009
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Il Corriere della Sera di oggi riporta una notizia insieme ironica e triste.

Un uomo si è suicidato nel carcere di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dopo che erano andati a vuoto i suoi tentativi di ottenere gli arresti domiciliari. Questo è successo proprio mentre negli uffici del penitenziario giaceva già da 24 ore il provvedimento di scarcerazione, ottenuto dall’avvocato dell’uomo, che era stato condannato a 4 anni e 5 mesi di reclusione per il furto di uno zaino sul litorale di Rimini, con l’aggravante della recidività.

Questa è la cosa ironica.

Prescindendo dal fatto specifico, viene da chiedersi come sia possibile che chi ruba uno zaino sia condannato a più di 4 anni di carcere, mentre chi si rende colpevole di corruzione in atti giudiziari rischi, mese più, mese meno, la stessa pena. L’ennesima conferma di come l’Italia stia diventando sempre più uno Stato forte coi deboli e debole coi forti.

Questa è la cosa triste.

Ve l’avevo detto…

15 novembre 2009

In una lettera del 1816 all’amico John Taylor, Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, così si esprimeva:

[...] Credo sinceramente insieme a te che le establishment bancarie siano più pericolose di armate schierate per la battaglia; e che il principio di spendere denaro che dovrà essere ripagato dalla posterità, col nome di finanziamento, non sia altro che truffare il futuro su larga scala.

(Thomas Jefferson, Memoirs, Correspondence, and Private Papers of Thomas Jefferson, vol. 4, Thomas Jefferson Randolph, ed., 1829, p. 288)

Qualcuno su qualche nuvoletta starà forse pensando “ve l’avevo detto!”…

Novembre o E ora qualcosa di completamente diverso

9 novembre 2009
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Sono anni che vi osservo, servitori dello Stato,

in ginocchio davanti a Dei sempre più pagani,

una mano sul rosario e l’altra dentro i pantaloni,

ansimare sudati seduti in silenzio ad aspettare

e sollevarvi di slancio strisciando verso una scopata.

 

Sono anni che vi osservo, indici puntati contro specchi opachi

a pronunciare condanne e a giudicare,

attori e giudici nella stessa rovina,

a scegliere col dito chi è salvato e chi da emarginare,

che prendete il metadone e sputate sull’eroina.

 

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